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11 agosto -
VIAGGI in MOTO
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L’indomani ci sveglia il vento e la luce di un sole già alto, accompagnati da qualche puntura di zanzare che ha deciso di festeggiare, durante la notte, presso le nostre tende. Dopo un giro veloce del camping, visita alla spiaggia battuta da un vento teso, decidiamo di rivestire le nostre moto dei bagagli scaricati la sera e saltare in sella per rimetterci in viaggio, è una giornata ventosa ma calda. Ripercorriamo il lungo istimo che collega S.Antioco alla terra ferma e cominciamo a salire per la costa sarda occidentale, il vento dà un bel po' di fastidio a Salvo che, sulla sua Guzzi California, monta un ampio parabrezza che fa da vela, e così rallentiamo l’andatura, ciò ci permette di godere meglio del panorama fatto di verdi pareti scoscese su un mare verde smeraldo, pochissime costruzioni e tratti di incomparabile bellezza.
Il nostro itinerario ci porta verso Cala Domestica, una spiaggia che ci hanno indicato essere molto bella. Ci dirigiamo verso nord seguendo la costa, o almeno ci tentiamo, (le strade in sardegna, lungo la costa, sono veramente poche), ci accorgiamo anche di quanto sia difficile trovare rifornimenti, e così raggiunta Matzaccara continuiamo per Portoscuso superando l’enorme polo industriale di Portovesme, da qui in poi, per un lungo tratto, dobbiamo lasciare la costa addentrandoci verso l’interno per Bacu Abis, Gonnesa e Nebida, dopo Acquaresi  il quintetto si divide, infatti mentre Salvo e Mattia continuano per Buggerru, Io Luca e Vanni raggiungiamo la Spiaggia di Cala Domestica dove, lasciate le moto cariche dei bagagli, sotto la diligente custodia di un posteggiatore, attraversiamo un lungo pontile di legno costruito per facilitare il passaggio delle persone verso la spiaggia attraverso le dune di sabbia.
 
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Cala Domestica è una spiaggia suggestiva, è come se il mare avesse scavato un grande promontorio roccioso formando una profonda gola, l'accesso al mare è sabbioso ed invitante, inutile dire che ci tuffiamo in mare senza ritegno, la spiaggia è frequentata da un centinaio di persone, ma la sua estensione è tale che sembra deserta, ci rendiamo conto delle sue dimensioni solo guardando gli omini passeggiare, lungo le pareti che la delimitano, che ci appaiono piccoli piccoli. Durante le due ore trascorse in spiaggia, tra sbuffi e tuffi, vedo uscire dall’acqua un sub di statura media circa 1.75 con tutto l’occorrente per la pesca comprese 5 meravigliose prede che pendevano dalla sua cintola e di cui due, così grosse da raggiungere terra, rimpiango ancora oggi di non essermi portato l'attrezzatura per la pesca subacquea (anche se mi chiedo dove avrei potuto metterla sulla moto). Alla partenza, uno di noi tre, si accorge di non avere le chiavi della moto, dopo aver cercato inutilmente fra i bagagli, aver scoperto la mancanza di doppioni, aver chiesto al posteggiatore se per caso avesse trovato, o se qualcuno gli avesse consegnato delle chiavi smarrite, dopo aver capito di essere con una moto bloccata, quelli che seguono sono momenti di panico. Passa circa mezz’ora durante la quale ognuno di noi tre, seguendo itinerari diversi, torna in spiaggia chiedendo a tutti se avessero trovato delle chiavi e solo dopo circa diecimila imprecazioni e centomila paternostro, un signore ci informa di aver visto un ragazzino consegnare qualcosa al bar accanto al parcheggio, chiavi ritrovate, animi sollevati, e accompagnamento di sfottò per tutta la serata al disgraziato Vanni.

In serata raggiugiamo Buggerru e da qui Portixeddu dove decidiamo di cenare, non prima però di esserci rinfrescati e ritemprati nell’Hotel Golfo del Leone che il buon Mattia ha trovato con il suo fiuto di cercatore internauta, in tarda serata raggiungiamo Portixeddu piccolo aggregato di case che fa da contorno al porticciolo, qui ci accomodiamo in una trattoria dove, a deliziare occhi e palato, ci sono un mega piatto di antipasti di mare e un stramega piatto di spaghetti alla marinara, inutile dire che nulla resta sulla tavola anzi il cameriere ci ringrazia perché probabilmente non sarebbe stato necessario pulire i piatti di portata visto che li avevamo riconsegnati come fossero stati appena lavati. Segue piccolo giro per negozi, l’acquisto di qualche souvenir e poi dritti all’Hotel a goderci un ritemprante riposo.