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12 agosto
VIAGGI in MOTO
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Fatta qualche foto ci dirigiamo verso Guspini attraverso una tortuosa quanto goduriosa strada (SP66) in salita piena di curve il cui fondo invita a pieghe da brivido, veniamo superati da una supermotard che s’inerpica a 1000 Km/ora, tutti critichiamo quella guida ma........ Raggiunta la sommità ci godiamo una brevissima sosta sotto un enorme albero di sughero, ripartiamo questa volta scendendo decisamente verso la costa in direzione di Piscinas che ci indicano come posto fantastico, ma per raggiungerla bisognerà fare un bel po' di sterrato (cosa normale per i sardi vista la penuria di strade) e coì imbocchiamo la strada sterrata costeggiando una vecchia miniera a cielo aperto e qui, al Buon Vanni, finisce la benzina, Salvo dal suo enorme california preleva 2 litri (grazie ad un tubo ed un contenitore di olio motore vuoto, diligentemente, portato fra gli attrezzi) del prezioso succo dandolo a Vanni, ma assieme a Mattia decidono di tornare indietro per visitare il museo miniera che avevamo incontrato poco prima, per poi mettersi alla ricerca di un rifornimento, ci terremo in contatto tramite cellulari. Così Io Vanni e Luca proseguiamo per le dune di sabbia di Piscinas  ma nel tragitto sulla strada (che più che sterrata, definirei abbondantemente insabbiata) ci accorgiamo di essere ormai tutti in riserva. Bagno ristoratore, foto di rito, qualche bevanda alle Dune resort e si riparte per tornare indietro con la preoccupazione dei serbatoi vuoti, intanto i cellulari non hanno campo, la moto di Vanni fa' qualche capriccio e il caldo diventa insopportabile.

Uno dei cilindri del Transalp decide di mettersi a riposo a singhiozzo, diagnostico problemi ad una pipetta che, a mio giudizio, conduce elettricità in maniera irregolare, riusciamo a raggiungere Arbus dove ci aspettano Salvo e Mattia ben posizionati all’ombra della tettoia di un bar, ci indicano dove andare a fare benzina, raggiunto il distributore ci informiamo dove poter trovare un elettrauto, qualche indicazione e raggiungiamo una officina aperta ma deserta, chiamiamo il numero di cellulare indicato sulla porta dell’officina e ci risponde un allegro signore che dopo qualche minuto ci raggiunge, è affabile, scherzoso, e competente, dopo qualche minuto diagnostica una crepa nel cavo della pipetta che scarica corrente a massa, ci dice che va' sostituito tutto il pezzo in quanto bobina-cavo-pipetta è un unico monoblocco, e che potremmo trovarlo a Cagliari o Sassari, ma nel vedere i nostri volti sgomenti decide di avvolgere il cavo crepato con un’abbondate quantità di nastro isolante, tranquillizzando così i nostri cuori, decidiamo di invitarlo al bar per bere una ichnusa ghiacciata, birra rigorosamente sarda.
E’ pomeriggio, riprendiamo il viaggio in direzione mare quella che percorriamo è una strada tortuosa dal fondo liscio e pulito, che ci porta a Torre dei Corsari paesino turistico la cui spiaggia immensa è sormontata da una Torre, qui l’unico a bagnarsi in un mare agitato è Luca, gli altri restiamo a guardarlo godendoci la frescura della sera imminente, risaliamo per il centro abitato per fermarci in una pizzeria all’aperto dove ceniamo dinanzi al mare. Riprendiamo la strada per Oristano in tardissima serata, e così raggiungiamo l’Hotel nel centro di Oristano che è ormai notte, ci fiondiamo nei letti con gli occhi ancora pieni di mare di sole e di calda sabbia.
 
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La mattina del 12 agosto ci sveglia con una sostanziosa colazione presso l’Hotel, così abbondante che supponiamo di poter arrivare a sera senza problemi, e così caricate le moto, ci accingiamo alla partenza sapendo già che la prossima tappa notturna sarà a Oristano presso un Hotel scovato da Mattia, ormai eletto all’unanimità "Internauta Ufficiale del Gruppo".
All’uscita della stradina, che ci immette nella strada principale, decidiamo di fare una deviazione e andare verso la spiaggia, così, almeno per guardarla, quello che ci aspetta dopo qualche chilometro è la spiaggia di Capo Pecora, fatta di enormi sassi rotondi, fantastica, con un’acqua verde smeraldo, qui Luca, con la sua husky carica come un mulo, si fionda fra le dune di sabbia in una performance da endurista, ma presto si accorge di doverla smettere pena la distribuzione a pioggia dei bagagli e del loro contenuto lungo il tragitto. Ci accorgiamo di essere solo in quattro, infatti Salvo, conscio di essere il più lento del quintetto, era partito dall'Hotel, qualche minuto prima, seguendo l’itinerario impostato sulla carta (che non prevedeva la deviazione per la spiaggia), Mattia si offre volontario per ripescarlo e dopo circa mezz’ora Salvo gode con noi quella vista caraibica.